Le Calvizie

Categoria: Calvizie

La caduta dei capelli colpisce il 50% degli uomini tra i 30 e i 50 anni e l’80% dai 50 anni in su. In particolare l’alopecia androgenetica, meglio conosciuta come calvizie comune, è una delle principali responsabili e la si può riconoscere da una recessione della linea frontale nella chioma e dalla perdita dei capelli a partire dal centro del cranio. Molto meno frequenti le altre forme di calvizie, come l’alopecia cicatriziale (perdita di capelli in determinate aree), l’alopecia diffusa (perdita notevole di capelli per un breve periodo di tempo) o l’alopecia areata (perdita di piccole porzioni di capelli circolari).

CLASSIFICAZIONE DELLA CALVIZIE MASCHILE

La prima classificazione androgenetica nell’uomo è datata 1951, ad opera del Dottor James B. Hamilton. Il metodo usato da Hamilton fu quello di dividere in otto gruppi 312 uomini e 214 donne di razza caucasica con un’eta tra i 20 e gli 89 anni, presi in esame da tempo.

Ogni gruppo viene definito in base alla quantità di capelli che si dirada progressivamente e sulle zone del cuoio capelluto interessate.
classificazione calvizie hamilton
Lo studio condotto da Hamilton portò ai seguenti risultati:
1. Dopo la completa maturazione sessuale almeno il 96% degli uomini e il 79% delle donne raggiungono lo stadio II della scala Hamilton.
2. Il 58% degli uomini sopra i 50 anni rientravano nel modello dal tipo V al tipo VIII, con uno stabilizzarsi della calvizia verso i 70 anni.
3. Praticamente il 99% degli uomini rientrano nelle casistiche rappresentate nella sua scala.
4. Il 25% delle donne dopo i cinquant’anni svilupperebbe calvizie perlomeno di tipo IV.

Oggi la scala di Hamilton è utilizzata per classificare la maggior parte delle calvizie negli uomini.

CLASSIFICAZIONE DELLA CALVIZIE FEMMINILE

Ludwig ha classificato le calvizie di modello femminile con evoluzione semplificata rispetto alla scala maschile, dividendola in tre classi in funzione della densità dei capelli.
classificazione calvizie femminile ludwig
Ecco le tre classi nel dettaglio:
Tipo I. Diradamento appena percettibile dei capelli sulla corona. È limitato ad una linea situata 1-3 centimetri dietro la linea frontale
Tipo II. Rarefazione pronunciata dei capelli sulla corona.
Tipo III. Diradamento molto avanzato su tutta l’area interessata nel tipo I e II. Le donne che vi rientrano (molto rare) dovrebbero sottoporsi ad un accertamento per valutare la possibilità che si trovino in uno stato iperandrogeno come quelle donne in periodo premenopausale che assumono uno schema maschile con una profonda recessione frontale.

Oltre alla perdita di capelli, si possono notare sintomi di “fragilità” del capello, untuosità, pelle d’oca, prurito, bruciore e ipersensibilità del cuoio capelluto.
prontamente camuffati.